Trenta squadre, di cui otto femminili, almeno 280 hockeisti più un centinaio di accompagnatori provenienti da Francia, Italia, Olanda e Germania. Questi numeri del torneo di Antibes, giunto alla 19^ edizione, ma che risale agli anni Sessanta, quando – sino al 1992 – si disputava ad 11. Oggi – anche se ci sono due classifiche – si tratta quasi di un festival dove l’aspetto conviviale e festaiolo prevale su quello agonistico. Erano presenti 11 squadre italiane di Savona, Genova, Brescia, Pistoia, Bondeno, Bologna, Roma più hockeisti di Villarperosa e Parma per un numero complessivo di almeno cento persone. La moglie e il presidente dell’HT Bologna, Pietro Amorosini, che ha giocato con il figlio nel Pistoia di Beneforti e Fedi affiancato dal gioiellino Tamburini. Marco Grossi a guidare la nutrita pattuglia del Butterfly, maschile e femminile, anche lui con la figlia Irene e la moglie Rita Esposito in campo. Le bresciane, tutte ex cussine, seguite da Max Galeri con Tobia, a fare da protagonista. Il Bondeno di Meloni, tanti veterani e i numerosissimi ragazzini della Banda Bassotti, una delle più belle iniziative dell’hockey matildeo. Che così riesce a coinvolgere i genitori assieme ai ragazzini. I più numerosi, erano i liguri. un po’ per la distanza un po’ per la tradizione (la prima presenza del Genova H.C. maschile e del Red Tigers femminile risale al 1969). Tre le squadre presenti. Il Zena Hockey Team di Daniele Franza, Franco Melis e tanti altri come Medone (Medox), Barrera (Willow), Miceli (Ghedda), Cervetti, Gatto, Gioiella, Bertone e così via e a chiudere il lotto azzurro le due formazioni di Superba guidate da Gigi Esposito che per l’occasione hanno schierato anche Andres De Nastochkine l’argentino trasferito quest’anno a Lione e gli ormai ex Pedemonte (Pampa), Arianna Nervo a fianco di giovani promettenti come Davide Licastro, Susan Villamar, Eva Massa, Elena Orengo affermati campioncini (Fabrizio Correa, Irene Bogliolo) e qualche titolare (Alberto Bosco, Massimo Barchi, Enrica Beggi, Maura Serra) oltre ai due keniani e la villarese Carole Domard. Qualche minuto lo ha giocato pure il vostro reporter. Un uovo con una sorpresa così sarebbe bello tenerselo in Italia.Le squadre italiane si sono fatte onore hanno giocato le finali per il 1°, 3°, 5° posto femminile; 5° maschile, hanno vinto tante partite, qualcuna l’hanno persa, ma sempre con il sorriso sulle labbra e pronti a fare un giro di birra con tutti.Questi appassionati hanno pagato 65 euro a testa all’ASF Antibes come quota d’iscrizione hanno speso una media di 50 euro per le notti (c’è chi come il Butterfly ha campeggiato) e ha dilapidato almeno altrettanto in birre e baguette farcite. I conti sono presto fatti almeno 18/20.000 euro che dall’hockey italiano si sono trasferiti a quello francese. In un momento di vacche magre, di pochi tornei, di voglia di giocare perché non tenere in Italia i pochi euro. Qua non si tratta di fare guerre commerciali come Parmalat/Lactalis ma di innaffiare con le poche gocce che abbiamo l’orticello di casa. Alcune società lo fanno, bene. Io ricordo che negli anni Settanta con un torneo indoor tiravo su almeno 15 milioni di lire con cui mantenevo tutta l’attività di un anno della mia società di allora. Al cambio di oggi sarebbero oltre 100.000 euro.

Fonte: www.hockeylove.it

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